
Il keigo: il giapponese formale, spiegato
Il keigo non è «giapponese più educato»: è un sistema che dice, dentro la grammatica, chi sta più in alto in quella conversazione. Alzi l'altro o abbassi te stesso, e l'azione resta la stessa.
Fa paura perché i manuali lo presentano come tre liste da imparare a memoria. In realtà i verbi con forme speciali sono una decina; tutti gli altri seguono due schemi, e le frasi che senti in negozio sono blocchi fissi che basta riconoscere.
Tre famiglie, una sola domanda
Il teineigo è la cortesia neutra: è il です・ます che già usi. Il sonkeigo alza l'interlocutore e si applica alle sue azioni. Il kenjōgo abbassa te e si applica alle tue. La domanda da farsi non è «quanto devo essere formale» ma «di chi è l'azione»: se è dell'altro sale, se è mia scende.
L'errore che si sente subito
Usare il sonkeigo per sé stessi. Dire 私が召し上がります è come annunciare «io mi degno di mangiare»: la forma alta va all'altro, mai a chi parla. È l'unico errore di keigo che fa sussultare un madrelingua — sbagliare in difetto, restando su です・ます, non offende quasi mai nessuno.
Quando serve davvero
Nei negozi lo ricevi, non lo produci: al cliente basta rispondere in です・ます. Serve invece parlando con un capo, in un colloquio, al telefono con un'azienda e nelle email di lavoro. Fra amici, coetanei e in famiglia il keigo suona freddo o sarcastico, non educato.
Perché conviene impararlo a riconoscerlo prima che a produrlo
Il keigo che ti arriva addosso ogni giorno è cento volte quello che dovrai dire nel primo anno. Riconoscere いらっしゃいませ, かしこまりました e 少々お待ちください ti fa capire cosa succede in un negozio; produrre 拝見いたします può aspettare, e all'inizio suona persino strano in bocca a chi sta imparando.
Lo stesso verbo a quattro altezze
In evidenza le righe in cui la forma onorifica non deriva dal verbo ma lo sostituisce con un'altra parola: sono quelle da imparare davvero, e per fortuna sono poche.
| Verbo | Cortese (ます) | Sonkeigo (alza l'altro) | Kenjōgo (abbassa te) |
|---|---|---|---|
| 行くandare | 行きます | いらっしゃる | 参る |
| 来るvenire | 来ます | いらっしゃる | 参る |
| いるesserci, stare | います | いらっしゃる | おる |
| 食べるmangiare | 食べます | 召し上がる | いただく |
| 言うdire | 言います | おっしゃる | 申す |
| 見るvedere | 見ます | ご覧になる | 拝見する |
| するfare | します | なさる | いたす |
| 書くscrivere | 書きます | お書きになる | お書きする |
| 待つaspettare | 待ちます | お待ちになる | お待ちする |
| 使うusare | 使います | お使いになる | お使いする |
Nota che 行く, 来る e いる condividono lo stesso sonkeigo, いらっしゃる: in cortesia le tre azioni si fondono, e il contesto dice quale sia.
I due schemi che coprono tutto il resto
Per ogni verbo senza forma speciale, la cortesia si costruisce con due incastri fissi. Impararli vale più che memorizzare la tabella: si applicano a centinaia di verbi.
Sonkeigo (alza l'altro)
お + 連用形 + になる
読む → お読みになる
Kenjōgo (abbassa te)
お + 連用形 + する
読む → お読みする
Le frasi che sentirai prima di saperle analizzare
In negozio e in ufficio il keigo arriva come un blocco unico di suono. Riconoscerle è più utile che smontarle: il significato d'uso conta più della grammatica che c'è dentro.
いらっしゃいませ
irasshaimase
Benvenuto: te la dicono entrando in qualsiasi negozio, non richiede risposta
少々お待ちください
shōshō omachi kudasai
Un attimo, per favore: al banco, al telefono, in fila
かしこまりました
kashikomarimashita
D'accordo, provvedo: la risposta di chi prende in carico una richiesta
お世話になっております
osewa ni natte orimasu
Formula d'apertura fra colleghi o con clienti abituali, anche al telefono
恐れ入ります
osoreirimasu
Mi scusi / la ringrazio: si usa per disturbare qualcuno con garbo
よろしくお願いいたします
yoroshiku onegai itashimasu
Chiusura di email e presentazioni, versione più formale di よろしく
Sentirlo prima di doverlo dire
Con Yukigo il keigo arriva dove serve — negli esercizi di ascolto e nelle letture d'esame — con un tutor AI a cui chiedere perché quella forma e non l'altra. Dal primo です fino all'N2. Gratis e senza pubblicità.
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Domande frequenti
Compare all'N4 con le forme base e diventa un argomento serio all'N3, dove entra sia nella grammatica sia nell'ascolto. All'N2 lo devi riconoscere senza rallentare, perché i dialoghi d'ufficio sono pieni di forme umili.
Molto meno di quanto temi. Restare su です・ます con qualcuno a cui dovresti il sonkeigo suona semplicemente un po' piatto, e nessuno se la prende con uno straniero. L'unico errore che si nota è alzarsi da soli: la forma onorifica applicata alle proprie azioni.
Solo una decina di verbi ne ha, e sono i più frequenti: andare, venire, esserci, mangiare, dire, vedere, fare. Per tutti gli altri esistono i due schemi in お〜になる e お〜する, che coprono il resto della lingua.
Sì, ma con confini diversi: fra coetanei praticamente mai, e con i superiori sempre. Nel lavoro è vivissimo, e la parte scritta — email e messaggi ai clienti — se possibile è ancora più rigida di quella parlata.
Il teineigo (丁寧語) è una delle tre famiglie del keigo, quella neutra del です・ます. «Keigo» è il termine ombrello che comprende anche sonkeigo e kenjōgo: quando qualcuno dice «non so il keigo» intende quasi sempre queste due.