Yukigo

I contatori giapponesi

In giapponese non si dice «due birre»: si dice «birra, due bicchieri». Ogni volta che conti qualcosa devi attaccare al numero un suffisso — il contatore — scelto in base alla natura o alla forma di ciò che stai contando.

Sono centinaia, ma per parlare tutti i giorni ne bastano una quindicina. E la difficoltà vera non è ricordarseli: è che alcuni cambiano suono con certi numeri, ed è esattamente lì che si inceppa chi ha studiato solo le liste.

Come si costruisce una frase con un contatore

Il contatore si attacca al numero e il gruppo va dopo il nome, non prima: 「りんごを三つ食べた」, «ho mangiato tre mele», alla lettera «mele, tre, ho mangiato». Il numero non è un aggettivo che accompagna il nome, è un'informazione a sé che arriva dopo la particella.

Quando non sai quale usare

Per gli oggetti concreti fino a dieci c'è la scappatoia universale: la serie in つ. È corretta, naturale e nessuno ti guarderà storto. L'unica cosa da non fare è usarla per le persone: lì serve 人, ed è l'errore che si sente davvero.

Perché 一本 si legge いっぽん

Quando il numero finisce con っ — uno, sei, otto, dieci — o quando è さん, la consonante iniziale del contatore si trasforma per rendere la parola pronunciabile di seguito: h diventa p o b, k diventa g. Non è un capriccio: è lo stesso fenomeno dei numeri grandi, dove 三百 si legge さんびゃく e 六百 ろっぴゃく.

Quelli che non contano oggetti

La stessa meccanica vale per le volte (回), gli anni d'età (歳), i piani di un edificio (階) e i minuti (分). Il 分 dei minuti è il più capriccioso di tutti — cambia anche con il quattro — ed è anche quello che userai ogni volta che chiedi quanto manca.

つ e 人: le due serie da sapere subito

La serie in つ conta oggetti concreti fino a dieci e ha letture tutte sue, ereditate dal giapponese antico. 人 conta le persone ed è irregolare proprio su uno e due, cioè dove lo userai più spesso.

#Oggetti (〜つ)Persone (人)
1ひとつひとり
2ふたつふたり
3みっつさんにん
4よっつよにん
5いつつごにん
6むっつろくにん
7ななつななにん
8やっつはちにん
9ここのつきゅうにん
10とおじゅうにん

Dove il suono cambia

枚 non cambia mai: tienilo come colonna di riferimento e il pattern salta all'occhio. I numeri che fanno cambiare il contatore sono 1, 3, 6, 8 e 10 — più il 4 davanti a 分 — e cambiano sempre nello stesso modo: h diventa p o b, k diventa g.

#
1いちまいいっぽんいっぴきいっぷんいっかい
2にまいにほんにひきにふんにかい
3さんまいさんぼんさんびきさんぷんさんがい
4よんまいよんほんよんひきよんぷんよんかい
5ごまいごほんごひきごふんごかい
6ろくまいろっぽんろっぴきろっぷんろっかい
7ななまいななほんななひきななふんななかい
8はちまいはっぽんはっぴきはっぷんはっかい
9きゅうまいきゅうほんきゅうひききゅうふんきゅうかい
10じゅうまいじゅっぽんじゅっぴきじゅっぷんじゅっかい

In evidenza le letture che cambiano. じゅっ〜 si sente anche come じっ〜, forma più formale e frequente nello scritto.

I contatori che incontrerai davvero

Sedici suffissi coprono quasi tutto il giapponese di tutti i giorni. Non impararli in blocco: riconoscili quando compaiono, e usali quando ti servono.

〜つtsuOggetti generici, fino a dieci
ninPersone
koOggetti piccoli e tondeggianti
maiCose piatte e sottili: fogli, piatti, magliette
honCose lunghe e cilindriche: bottiglie, ombrelli, penne
hikiAnimali piccoli: gatti, cani, pesci, insetti
Animali grandi: mucche, cavalli, elefanti
waUccelli e conigli
daiMacchinari e veicoli: auto, computer, lavatrici
satsuVolumi rilegati: libri, quaderni, riviste
haiBicchieri e tazze piene: birre, caffè, ciotole di ramen
kaiVolte, occorrenze
saiAnni d'età
kaiPiani di un edificio
funMinuti
kenCase e negozi

Impara i contatori dove servono

Le liste non bastano: i contatori si fissano dentro le frasi. Con Yukigo li incontri nelle lezioni, negli esercizi d'ascolto e nel ripasso spaziato, insieme ai numeri e alla grammatica che li regge. Gratis e senza pubblicità.

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Domande frequenti

Una quindicina copre quasi tutto il quotidiano, e つ con 人 da soli ti tirano fuori da quasi ogni situazione. Gli altri si aggiungono da sé man mano che leggi e ascolti.

Ti capiscono lo stesso: suona come dire «due pezzi di gatto», strano ma chiaro. L'unico che conviene non sbagliare è 人 per le persone, perché usare un contatore da oggetti per qualcuno è l'unico caso in cui l'errore dà fastidio.

よん e し, なな e しち. Con i contatori si preferisce quasi sempre よん e なな, anche perché し suona come 死, «morte». Le eccezioni si imparano una a una: 四時 è よじ, 七時 è しちじ.

Per gli oggetti concreti fino a dieci sì, ed è la scelta sicura. Non funziona per le persone, per i concetti astratti né oltre il dieci: da lì in poi servono i contatori specifici.

Si mette 何 al posto del numero: 何本, 何人, 何回. E siccome 何 finisce in ん, prende gli stessi cambi di suono del tre: なんぼん, non «なんほん».

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